La Guida di Mokapen

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Form di contatto

Il form di contatto è il modo in cui Mokapen ti porta i lead in rubrica senza ricopiare email: il visitatore lascia nome, messaggio e i campi che gli chiedi, sul sito o su una landing. Tu trovi già il contatto nel CRM — con notifica al team e, se li attivi, un task, un'opportunità o un ticket. Niente plugin WordPress da far usare al commerciale, niente foglio «lead sito», niente copia-incolla dalla casella info@.

Non è uno slot in agenda né una prenotazione da catalogo. Per «scegli un orario con Sara» c'è Prenotazione appuntamenti; per «scegli un servizio o un prodotto e una data» c'è Prenota un servizio o prodotto. Questa guida è il modulo classico: scrivici, richiesta demo, iscrizione webinar, «voglio essere richiamato».

La convenienza è tutta qui: un URL (o uno snippet sul sito), i dati atterrano sulla scheda contatto con origine form, stessi campi e stessa privacy del resto di Mokapen. Da lì parti una sequenza, un deal, un task — senza un secondo tool.

 

A cosa serve e perché conviene

Il problema non è «avere un form». È che il form vive da un'altra parte e il CRM no. Mokapen chiude il buco:

  • Un solo posto — il form è dell'organizzazione, non del sito. Lo condividi con un link, lo incastri nel CMS, lo metti in bio o in una campagna ads. Chiunque nel team lo trova in Form, non «nel WordPress di Marco».
  • Contatto vero, non un'email in inbox — all'invio Mokapen crea o aggiorna la scheda (stessa email su Email 1/2/3 → aggiorna, non duplica). Telefono, azienda, campi custom, consensi privacy: finiscono dove li hai mappati. L'origine è il form (codice form_…); se il contatto esisteva già, la prima origine non si sovrascrive.
  • Meno lavoro dopo l'invio — pagina di ringraziamento, email di conferma al visitatore, notifica alle caselle che hai messo sul form. Poi, se il piano lo include, automazioni sul form: etichetta, task «richiamare in 24 ore», opportunità inbound, ticket.
  • Campi che già usi — non inventi un secondo anagrafico. Aggiungi i campi contatto (e, se ti servono, campi azienda) che l'organizzazione ha già: select, date, numeri, paese. Obbligatorio sì/no e etichetta visibile li decidi tu.
  • Due landing, stesso modulo — campi nascosti (campagna, UTM, segmento) distinguono da dove arriva il lead senza clonare il form dieci volte. Il codice form (slug) è quello che userai anche nel trigger delle automazioni.

In sintesi: usi questo form per raccogliere chi ti scrive. Usi la pagina appuntamenti per farti prenotare uno slot. Usi la pagina servizi/prodotti per farti prenotare una voce di catalogo. Non mescolare i tre lavori in un solo modulo.

 

Come accedere e limiti

  • Menu utente → Form. In alto filtri Tutti / Form di contatto / Prenotazione appuntamenti / Prenota un servizio o prodotto. Se arrivi dal filtro contatto, «Nuovo form» parte già sul modello giusto.
  • A sinistra, nel menu Form, c'è anche Tracking (snippet visite sito, piani con tracking). Le pagine pubbliche del sito Mokapen sono ancora in arrivo: oggi pubblichi il form, non un intero sito.
  • Serve l'app Form attiva (Impostazioni → Applicazioni) e i permessi di ruolo per creare/modificare. Il tetto form è quello del piano (Premium): in elenco, se sei al limite, «Nuovo form» apre l'upgrade. Oltre il limite i form più recenti restano bloccati anche se li apri dal link diretto — restano i più vecchi.
  • Le automazioni sul form (crea opportunità, task, ticket, aggiorna contatto) sono sui piani che includono Automazioni dai form (stesso livello delle automazioni complete). Senza quel piano puoi comunque pubblicare il form: contatto, notifica e log ci sono lo stesso.

 

Pagina elenco

Ogni card mostra titolo interno, badge del tipo (form di contatto / appuntamento / servizio), codice form (slug: lo userai nelle automazioni e lo vedi anche in Impostazioni), icona, stato Online (verde, con icona per aprire la pagina pubblica) o Offline (rosso, con occhio per l'anteprima senza accettare invii).

Menu tre puntini: Modifica (apre Impostazioni), Duplica, Elimina. Duplica serve quando hai un form che funziona e ne vuoi uno gemello per un'altra campagna (poi cambi titolo, campi nascosti, email di notifica). Elimina toglie la pagina pubblica: i contatti già creati restano in rubrica.

Se l'elenco è vuoto, Mokapen te lo dice e ti propone il pulsante nuovo (se il piano ha ancora slot).

 

Creare un form di contatto

  1. Form → Nuovo form. In «Cosa vuoi creare?» scegli Form di contatto (se non sei già filtrato su contatto). Il modello lo scegli in creazione: dopo non lo cambi da questa schermata — per uno slot agenda fai un altro form.
  2. Nome — è interno (lo vedi tu in elenco). Il visitatore vede titolo e sottotitolo che metti nel contenuto.
  3. Email di notifica — chi deve sapere che è arrivato un invio (info@, commerciale di turno, più indirizzi). Non è l'archivio: l'archivio è il contatto + il log. Se lasci vuoto, rischi di non accorgerti degli invii.
  4. Mokapen prepara già: logo organizzazione (se c'è), titolo, sottotitolo da form contatto, campi email (obbligatoria), nome (obbligatorio), cognome, testo privacy con link a privacy e termini. Poi apri Contenuto.
  5. Percorso in alto: Nome → Contenuto → Impostazioni → (se il piano lo include) Automazione. In Impostazioni metti il form ONLINE solo quando titolo, campi, privacy, pagina di successo e email di conferma sono a posto. Offline il link pubblico non accetta invii; l'anteprima sì.

 

Editor: design e campi

A sinistra l'anteprima, a destra due tab: Design (blocchi) e Opzioni. In alto, oltre alla landing, hai pagina di successo e email di conferma — non saltarle: sono la differenza tra «abbiamo ricevuto» e silenzio.

Blocchi Design

  • Logo — immagine e allineamento. In creazione, se l'org ha un logo, è già copiato. Un logo per form.
  • Titolo — titolo e sottotitolo visibili al visitatore. Il sottotitolo predefinito spiega che stai raccogliendo un contatto: riscrivilo nel tono del brand.
  • Messaggio — area di testo libero (richiesta, note). Non è un campo della scheda contatto: finisce nel log, nella mail di notifica e nelle automazioni. Utile; non sostituisce telefono o azienda se ti servono in anagrafica.
  • Campi contatto — elenco dei campi rubrica. Default: email, nome, cognome. Aggiungi telefono (va su Telefono 1), indirizzo, città, paese, azienda (testo; Mokapen può collegare/creare l'azienda in rubrica), select, date, numeri, custom. Per ognuno: etichetta, mostra etichetta, obbligatorio. Togli ciò che non ti serve: un form lungo dimezza gli invii.
  • Campi personalizzati — blocco extra (non i campi custom già in rubrica): domande «una tantum» che restano nel log e nelle automazioni, senza sporcare la scheda. Usa i campi rubrica se vuoi filtrare e riportare; usa questo blocco se è solo contesto dell'invio.
  • Sfondo — colore pagina.
  • Prenotazioni — non lo trascinare su un form di contatto. Quel blocco è per le altre due guide: cambieresti il tipo di pagina.

Salva spesso. L'anteprima a sinistra segue i blocchi; Anteprima in Impostazioni apre la pagina vera in un'altra scheda.

 

Opzioni: privacy, spam, tracciamento

  • Privacy policy — testo sotto il pulsante, con link a privacy e termini (precompilati, li adatti al legale della tua org). Senza un consenso visibile, un form pubblico sul sito è un rischio: sistemalo prima di andare ONLINE.
  • Permessi privacy — consensi che Mokapen salva sulla scheda contatto (fonte: questo form, id pagina). Servono se traccerai o se invierai newsletter: il consenso resta sul contatto, non solo nel log.
  • Checkbox di conferma — «ho letto e accetto», step esplicito oltre al testo privacy. Obbligala se il legale lo chiede.
  • Campi nascosti — valori che il visitatore non vede (nome campagna, UTM, «landing-pricing»). Stesso form, due URL o due snippet con hidden diversi: in automazione e in log distingui da dove arriva. Non mettere dati sensibili in chiaro nell'URL se non serve.
  • Pagina di successo personalizzata — invece della pagina Mokapen, redirect su un URL tuo (grazie sul sito, upsell). Se la usi, la scheda «pagina di successo» dell'editor conta meno: il visitatore non la vede.
  • reCAPTCHA — antispam. Attivalo se il form è pubblico: senza, bot e moduli vuoti sporcano rubrica e notifiche.

 

Pagina di successo e email di conferma

Pagina di successo — testo dopo l'invio (default: ringraziamento generico) e bottone opzionale («Torna al sito», «Scarica il PDF») con URL. Allinea il tono a ciò che succede dopo: «ti richiamiamo entro un giorno» se c'è un task, non «sei già in calendario» (quello è l'altro form).

Email di conferma — parte al visitatore (mittente, oggetto, corpo). Compilala: è la prova che l'invio è arrivato. Non sostituisce la notifica interna (quella va alle email che hai messo sul form). Se il visitatore non la riceve, controlla spam e che l'email sul form sia valida — Mokapen usa l'indirizzo che ha compilato.

 

Pubblicare: stato, URL, embed, tracking

In Impostazioni:

  • ONLINE / OFFLINE — interruttore. Bozza = Offline, lavori in anteprima. Online = accetti invii. Lo slug (codice) resta visibile sotto il titolo: non cambiarlo alla leggera se l'hai già messo in una campagna o in un'automazione.
  • URL della pagina — copialo in ads, email, QR, bio. Il visitatore apre la pagina Mokapen. Il pulsante Visualizza è attivo solo se ONLINE.
  • Codice da incollare — snippet (script + contenitore) per il sito: bottone o form incorporato. Lo incolli nel CMS; i dati arrivano comunque in Mokapen, non restano nel sito. Copia con il pulsante, non a mano a metà.
  • Tracking visite (piani con tracking) — snippet tracking.js + consenso. Lo metti sul sito (non solo sulla pagina form) per collegare le visite al contatto dopo l'invio. Senza consenso non unire i percorsi. C'è anche la pagina Form → Tracking con lo stesso codice.

Nella stessa impostazioni rivedi nome, email di notifica, anteprima iframe e scorciatoia alle automazioni già attive sul form.

 

Cosa succede all'invio

Senza configurare altro, in ordine:

  • Mokapen scrive una riga nel log del form (tutti i campi inviati, anche messaggio e hidden).
  • Cerca un contatto non archiviato con quella email su Email 1, 2 o 3. Se c'è, aggiorna i campi compilati (non azzera ciò che non è nel form). Se non c'è, crea la scheda. Email del form → Email 1; telefono → Telefono 1. Origine form_ + id pagina; se il contatto aveva già un'origine, Mokapen non la sovrascrive (può registrare una seconda origine se il CRM lo prevede).
  • Salva i consensi privacy collegati a questo form, se li hai messi.
  • Se c'è tracking con token visitatore e consenso, unisce gli eventi sito al contatto.
  • Invia la notifica alle email del form e, se l'hai scritta, l'email di conferma al visitatore. Mostra la pagina di successo (o il redirect).

Poi parte il trigger interno «form inviato» (serve alle automazioni complete) e, se le hai configurate, le automazioni del form:

  • Aggiorna contatto — etichette («Lead sito»), campi extra, proprietario. Una sola di questo tipo per form: è il ritocco anagrafica, non un secondo flusso.
  • Nuovo task — es. «Primo contatto entro 24 ore», collegato al contatto. Serve l'app Attività.
  • Nuova opportunità — pipeline inbound, fase iniziale, collegata al contatto. Serve Vendite.
  • Nuovo ticket — se è assistenza, non un lead commerciale. Serve Helpdesk.

Questa è la scorciatoia lineare (niente ritardi, niente «se campo = X»). Quando ti servono condizioni, attese, email al commerciale con variabili o iscrizione a una sequenza, usa il modulo Automazioni con trigger Modulo di contatto ricevuto e il codice form (slug) che vedi in elenco. I due percorsi possono convivere: etichetta + task sul form, nurture nella sequenza.

 

Processo consigliato

  • Decidi cosa deve succedere dopo (solo notifica? task? deal? ticket?) prima di disegnare i campi.
  • Parti da email + nome; aggiungi un campo solo se lo userai in filtro o in chiamata. Ogni campo in più costa conversioni.
  • Privacy + reCAPTCHA prima di ONLINE. Poi pagina di successo e email di conferma, nello stesso tono.
  • Testa Offline con l'anteprima e un invio sul tuo indirizzo. Controlla scheda contatto, log, notifica, conferma.
  • ONLINE, metti l'URL in un canale solo (es. footer sito). Dopo 48 ore guarda log e duplicati. Poi ads / seconda landing con hidden.
  • Non cambiare lo slug a form già in campagna. Duplica e crea il gemello.

 

Casi d'uso

Il modulo è sempre «raccogli un contatto». Cambia cosa succede dopo e quanto è lungo il form. Non usare questa pagina per farti prenotare uno slot: quello è l'altra guida.

  • Contattaci sul sito — Il classico footer o la pagina Contatti. Il visitatore non sta comprando: sta chiedendo. Tieni il form corto: email, nome, un messaggio, reCAPTCHA, privacy. Notifica a info@ (o al commerciale di turno), non a dieci persone. Automazione: un task «primo contatto entro 24 ore» sul contatto, non un'opportunità su ogni riga — metà sono spam, richieste generiche o già clienti. Se dopo due giorni vedi che i messaggi seri hanno sempre l'azienda nel testo, allora aggiungi il campo azienda: non prima.
  • Landing di una campagna ads — Stessi tre campi del sito, ma ti serve sapere da quale annuncio arriva il lead. Un form solo, con un campo nascosto (es. «google-brand» vs «linkedin-b2b») diverso per URL o snippet; oppure due cloni se gli hidden non passano dal link. Automazione: etichetta «Lead ads» e, se il piano lo include, un'opportunità in pipeline Inbound. In report distingui dal valore hidden o dai due slug. Non costruire dieci form gemelli che poi non aggiorni più.
  • Iscrizione a un webinar o a un contenuto — Qui l'obiettivo non è una call, è una lista. Pochi obbligatori (email, nome), email di conferma con il link all'evento già scritta, etichetta sul contatto («Webinar marzo»). Poi una sequenza filtrata su quell'etichetta fa i reminder: il form iscrive, la sequenza nutre. Non mettere tre email nel form — non è una sequenza, è un modulo.
  • Richiesta di supporto dal sito — Stesso editor, lavoro diverso. Titolo interno «Help sito» così in elenco non lo scambi col form vendite. Automazione: nuovo ticket invece dell'opportunità. Campi: email, nome, messaggio (e magari numero ordine in un campo custom). Il commerciale non deve vedere questi invii in pipeline. Se è un vero helpdesk con code e SLA, usa il modulo Ticket; questo form è il canale d'ingresso.
  • «Richiamatemi» — Il visitatore non vuole scrivere un romanzo: vuole un telefono. Rendi il telefono obbligatorio, lascia un campo (o il messaggio) per la fascia oraria. Task «Richiamare oggi» al commerciale. Non è uno slot in agenda: se vuoi che scelgano loro l'ora e parta Meet, usa Prenotazione appuntamenti. Questo form raccoglie la richiesta; tu chiami.

 

Esempi pratici

1. Dal vuoto al footer in un quarto d'ora

Form → Nuovo form → Form di contatto. Nome interno «Sito — contatti», notifica a commerciale@. In Contenuto lascia email, nome, messaggio; togli il resto. Tab Opzioni: privacy (adatta i link al legale della tua org) e reCAPTCHA. Pagina di successo: «Ti rispondiamo in giornata» — solo se è vero. Impostazioni: Offline, Anteprima, invio sul tuo indirizzo. Controlla scheda contatto, log, mail di notifica e mail di conferma. Poi ONLINE e snippet nel footer. Automazione: etichetta «Sito» + task a 24 ore. Resisti all'idea di aprire un deal su ogni messaggio: sporchi la pipeline e il commerciale smette di guardarla.

2. Due campagne, una anagrafica

Il form del punto 1 funziona. Lo duplichi. Sul clone cambi solo il campo nascosto (o lo slug, se preferisci due URL netti) e il nome interno («Ads Google» / «Ads LinkedIn»). Stessa automazione aggiorna-contatto (etichetta «Lead ads») e, se la usi, la stessa pipeline. Così un contatto che arriva due volte si aggiorna, non si duplica. In report filtri sull'hidden o confronti i due slug. Quando cambi un campo visibile, ricordati di cambiarlo su tutti e due — o tieni un form solo e fai arrivare l'hidden dall'URL della landing.

3. Webinar: il form iscrive, la sequenza ricorda

Form corto, etichetta «Webinar marzo» sull'automazione aggiorna-contatto, email di conferma con data e link Zoom già nel testo. In Sequenze crei un flusso con filtro su quell'etichetta, pool SMTP, uscita quando il contatto risponde. Non tentare di «fare la sequenza» con tre campi email sul form: chi si iscrive una volta sola non deve ricevere tre conferme, deve ricevere i reminder nei giorni giusti. Il giorno dopo il webinar togli il form da ONLINE o cambi il testo di successo: niente liste zombie.

 

Domande frequenti

D: Se l'email è già in rubrica, cosa succede?

R: Mokapen aggiorna il contatto esistente (non archiviato) trovato su Email 1/2/3. Non crea un duplicato solo perché ha compilato di nuovo. I campi vuoti nel form non cancellano ciò che avevi già in scheda.

D: Posso usare questo form per far prenotare una call?

R: Meglio Prenota un appuntamento: slot reali, Meet/Teams, niente «tre date in email». Questo form raccoglie una richiesta, non impegna l'agenda.

D: Il form non accetta invii.

R: Deve essere ONLINE. Controlla reCAPTCHA, campi obbligatori, di non aver superato il tetto form del piano (form recenti bloccati), e che lo snippet/URL sia di questo form (slug giusto).

D: Dove vedo chi ha compilato?

R: Scheda contatto (origine form) e log del form (parametri dell'invio). Le email di notifica sono l'avviso, non l'archivio: se le cancelli, i dati restano in Mokapen.

D: A cosa serve il codice / slug?

R: Identifica il form nell'URL, nello snippet e nel trigger automazioni. Copialo dal badge in elenco o da Impostazioni. Non è un segreto, ma se lo cambi rompi i link già pubblicati.

D: I campi «personalizzati» del blocco finiscono in rubrica?

R: No: restano in log, mail e automazioni. Per filtrare i contatti usa i campi della scheda contatto.

D: Ho superato il numero di form del piano.

R: I più vecchi restano usabili; i più nuovi si bloccano. Elimina o archivia i test, oppure upgrade. Duplicare conta come un form in più.

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