Le automazioni collegano un evento di avvio (qualcosa che accade nel CRM, l'invio di un form, un'email in ingresso, oppure un orario programmato) a una sequenza di passi che Mokapen esegue al posto tuo: creare un task, aggiornare un'opportunità, inviare un'email, leggere righe da un foglio Google, ripetere la stessa operazione su decine di contatti. Configuri il flusso una volta, lo attivi, e il sistema lo ripete ogni volta che le condizioni sono soddisfatte.
Il modulo completo è incluso nel piano Premium Large. Lo trovi dal menu utente (icona profilo in alto a destra) → Automazioni: elenco dei flussi, editor visuale e storico delle esecuzioni.
Ogni automazione ha tre elementi principali:
Quando il trigger scatta, Mokapen accoda l'esecuzione e la processa in background. Ogni avvio lascia uno storico consultabile, passo per passo, così capisci cosa è andato a buon fine e dove eventualmente correggere. Le automazioni non sostituiscono il giudizio umano su casi complessi: tolgono di mezzo il lavoro ripetitivo e tengono allineati i processi che avete deciso una volta sola.
Prima di costruire un flusso, conviene orientarsi con i termini che trovi nell'editor:
Le automazioni collegano aree del CRM che altrimenti resterebbero separate:
Quando un passo crea task, contatti o ticket, collega le Connessioni e le Etichette come faresti a mano: così le schede generate restano navigabili dal resto del workspace.
Automatizza solo processi con regole chiare. Se ogni caso richiede una valutazione umana, limitati a preparare il task giusto con titolo, scadenza e collegamenti già compilati.
Piano — serve Premium Large; senza piano adeguato la voce Automazioni nel menu resta disabilitata.
Chi può crearne una nuova — solo il Proprietario dell'organizzazione (ruolo descritto nella guida Ruoli) può avviare la creazione: scegliere il trigger e salvare il primo flusso. Gli altri utenti autorizzati possono aprire, modificare o duplicare automazioni già esistenti se figurano come Proprietario o Collaboratori di quel flusso, oppure se sono amministratori dell'organizzazione.
Chi vede cosa in elenco — gli amministratori vedono tutte le automazioni dell'organizzazione; gli altri utenti vedono solo quelle di cui sono Proprietario, Collaboratore, o membro di un team indicato tra i Collaboratori.
Chi «fa girare» il flusso — Mokapen esegue i passi con i permessi del Proprietario indicato sull'automazione (colonna in tabella). Se quella persona non può creare opportunità, inviare email a nome dell'org o modificare ticket, il passo corrispondente andrà in errore: assegna come Proprietario un utente che abbia già i diritti necessari, oppure chiedi di adeguare il ruolo (sempre nella guida Ruoli).
In Automazioni → Le mie automazioni trovi la tabella dei flussi a cui hai accesso:
Nella barra laterale: + Crea automazione (solo Proprietario dell'organizzazione) e link all'elenco. Selezionando più righe puoi cambiare in blocco Proprietario, Collaboratori e stato, duplicare o eliminare (l'eliminazione multipla è riservata ai profili con permessi di modifica avanzata). Clic sul titolo apre la scheda del flusso; da lì entri nell'editor o nello storico esecuzioni.
Il trigger è sempre il primo blocco del flusso. Scegli il tipo in base a quando deve partire il processo:
Appena creata, l'automazione è Non attiva: puoi completare tutti i passi con calma e attivarla solo quando sei pronto. Ogni trigger mette a disposizione variabili (campi del form, dati della scheda coinvolta, ecc.) da usare nei passi successivi.
Partono quando succede qualcosa di concreto. I più usati:
Sui trigger «modificato» e «creato» puoi aggiungere condizioni sul trigger nel pannello di configurazione: non sono il passo Condizione del flusso, ma filtri che decidono se l’automazione parte davvero quando l’evento si verifica. La logica completa — soprattutto la differenza tra «campo cambiato» e «valore attuale» — è in Condizioni sul trigger.
Questi trigger ti restituiscono i dati della scheda o del form coinvolto — titolo, responsabile, campi personalizzati — ideali per compilare email e task generati automaticamente.
Non aspettano un'azione dell'utente; seguono un calendario:
Mokapen usa il fuso orario dell'organizzazione. Non c'è una scheda «scatenante»: il flusso parte con le impostazioni salvate nel trigger. Nei test, Mokapen simula subito quell'avvio, senza attendere l'orario reale.
Esempi: promemoria mensili al team, controllo notturno di scadenze, sincronizzazione periodica con un foglio esterno, combinato con Ottieni task o Ottieni opportunità filtrati per data.
Nell'editor, clic sul blocco di avvio in alto per aprire il pannello di configurazione:
Il trigger determina quali voci compaiono nel selettore variabili dei passi successivi. Se cambi tipo di avvio su un flusso già costruito, controlla che le variabili usate abbiano ancora senso.
Nei trigger … creato e … modificato (contatto, opportunità, task, ticket, ecc.) il pannello di avvio include una sezione condizioni con la stessa interfaccia di filtri e operatori descritta in Filtri e operatori. Qui però le regole valgono prima che parta qualsiasi passo del flusso: se non sono soddisfatte, l’automazione non viene accodata (non compare uno storico esecuzioni per quell’evento).
Condizioni sul trigger vs passo Condizione nel flusso
Nessuna condizione impostata
Trigger «… modificato» — come funzionano le condizioni (importante)
Mokapen confronta lo stato della scheda prima e dopo il salvataggio che ha generato l’evento. Per ogni condizione che imposti valgono due controlli in sequenza:
Nell’interfaccia la prima colonna si chiama Campo modificato (non solo «Campo»): ti ricorda che Mokapen guarda un cambiamento reale su quel campo, non lo stato generico della scheda.
Esempi pratici — Opportunità modificata
Operatori «Cambiato da X a Y» e storico
Su trigger modificato puoi usare operatori avanzati come Cambiato da X a Y (e altri legati allo storico modifiche): servono quando ti interessa la transizione esplicita (es. fase passata da «Proposta» a «Vinta»), non solo «ora la fase è Vinta». Per l’elenco completo degli operatori vedi Filtri e operatori.
Trigger «… creato» — condizioni diverse
Qui Mokapen non confronta prima/dopo: la scheda è appena nata. Le condizioni verificano i valori con cui la scheda viene creata:
Non serve che un campo «sia stato modificato»: non esisteva prima.
Altri trigger evento
Consigli
La pagina di modifica è un editor verticale a blocchi collegati:
Ogni blocco si può modificare, duplicare o eliminare. Condizioni e «Esegui per ogni» aprono rami: aggiungi i passi nel ramo giusto («sì» / «no» per le condizioni, «interno al ciclo» per le ripetizioni).
Al salvataggio Mokapen controlla i campi obbligatori e segnala cicli pericolosi tra automazioni diverse (es. flusso A che innesca B che richiama A). In quel caso il salvataggio viene bloccato e compare l'elenco delle automazioni coinvolte.
Clic su + Aggiungi azione apre il catalogo: ogni voce ha lo stesso nome che vedi in Mokapen. Dopo la scelta compili il modale (scheda di riferimento, campi da valorizzare, destinatario del messaggio…). Quasi ogni campo accetta testo fisso oppure una variabile dal menu o dal selettore dedicato.
Qui sotto trovi tutte le azioni attualmente disponibili, raggruppate per tipo. I nomi in grassetto sono quelli del catalogo.
Prima del catalogo, leggi la sezione Come compilare i modali: spiega i campi ID scheda, i valori singoli rispetto a quelli multipli e i filtri con operatori (utili anche per Ottieni … e per le Condizioni).
Quasi ogni azione apre un modale con campi da compilare. Alcuni compaiono sempre, altri solo se aggiungi un campo dalla lista. Ecco cosa devi sapere per non sbagliare al primo salvataggio.
Quale scheda lavorare: il campo ID
Per Leggi …, Modifica …, Duplica …, Ottieni connessioni, Aggiorna checklist, Ottieni articoli preventivo/ordine e simili devi indicare quale record del CRM usare. In cima al modale compare un campo con l’etichetta esatta del tipo di scheda, per esempio ID Contatto, ID Opportunità, ID Task, ID Ticket — lo stesso nome che vedi aprendo la scheda nel CRM.
Valore singolo, valori multipli e connessioni
Non tutti i campi si comportano allo stesso modo quando compili un’azione di creazione o modifica:
Nelle azioni Modifica … compaiono solo i campi che aggiungi con Aggiungi campo: non è obbligatorio compilare l’intera scheda, basta indicare ID + i campi che vuoi cambiare.
Queste azioni generano un record nuovo nell'organizzazione, come se lo creassi a mano da elenco o scheda. Compili titolo, responsabile, collegamenti e campi personalizzati; puoi precompilarli con variabili del trigger o del passo precedente.
Queste azioni caricano una sola scheda già presente nel CRM. Nel modale compili prima il campo ID … (es. ID Contatto) con la variabile che punta al record giusto, poi salvi. I campi della scheda letta diventano variabili disponibili ai passi successivi con il nome del passo (es. titolo e email del contatto letto al passo 3).
Servono quando il trigger non ti basta — per esempio devi leggere l'importo di un'opportunità collegata che non ha scatenato il flusso — oppure quando devi aggiornare una scheda diversa da quella dell'avvio.
Queste azioni aggiornano campi su una scheda già presente. Nel modale: (1) indica ID … della scheda da modificare; (2) aggiungi con Aggiungi campo solo i campi che vuoi cambiare; (3) per ogni campo inserisci valore fisso o variabile. Su connessioni e liste multi-valore ricorda Aggiungi / Sostituisci (vedi Come compilare i modali).
Queste azioni creano una copia di una scheda esistente. Nel modale indichi l’ID … del record sorgente (variabile o ID fisso) e, dove previsto, le opzioni di duplicazione (checklist, allegati, connessioni). La nuova scheda duplicata espone a sua volta un nuovo ID utilizzabile nei passi successivi.
Nel catalogo non sono previste Duplica preventivo né Duplica ordine: per documenti commerciali conviene usare Crea preventivo / Crea ordine oppure duplicare manualmente dalla scheda nel CRM.
Le azioni Ottieni task, Ottieni contatti, Ottieni opportunità e le altre della stessa famiglia non chiedono un ID singolo: cercano più schede nell’organizzazione e restituiscono un elenco. Nel modale trovi:
Cosa ottieni dopo l’esecuzione
Per agire su ogni riga dell’elenco aggiungi subito dopo il passo Esegui per ogni e collega la variabile results del passo Ottieni …. Dentro il ciclo ogni azione «vede» la scheda corrente (contatto, task, ecc.) come se fosse il trigger.
Non esistono Ottieni preventivi o Ottieni ordini come elenco di intestazioni documento: per le righe di preventivo e ordine usa le azioni della sezione successiva.
Gli operatori compaiono nel menu a tendina accanto a ogni condizione in tre contesti: azioni Ottieni …, passo Condizione nel flusso e condizioni sul trigger (… creato / … modificato). Mokapen mostra solo gli operatori compatibili con il tipo di campo scelto (testo, numero, data, elenco, sì/no). Su trigger modificato, oltre all’operatore, il campo deve essere effettivamente cambiato in quel salvataggio — vedi Condizioni sul trigger.
Testo e campi generici
Numeri e importi
Date e scadenze
Elenco, stato, etichette, connessioni (campi a scelta)
Operatori avanzati (storico modifiche)
Compaiono soprattutto nelle Condizioni su trigger «scheda modificata» e, dove il tipo campo lo consente, anche nei filtri Ottieni …. Servono a confrontare il valore prima e dopo la modifica o a verificare aggiornamenti recenti:
Dopo aver scelto l’operatore, apri la riga del valore (icona freccia) se serve: per date relative inserisci solo il numero X; per «Ha qualsiasi valore» / «Non ha alcun valore» il valore non è richiesto.
Queste azioni lavorano sulla tabella articoli dentro un preventivo o un ordine (prodotti, quantità, prezzi), non sull'intestazione del documento. Per Ottieni articoli … e Modifica articoli … indica l’ID Preventivo o ID Ordine (variabile del trigger o di un passo Leggi/Crea preventivo|ordine).
Sono azioni avanzate: provale su preventivi e ordini di test e controlla lo storico esecuzioni riga per riga.
Ottieni connessioni
Recupera le schede collegate a un record (contatti, opportunità, task, aziende… collegati alla stessa entità), senza aprirle una per una nel CRM.
Nel modale
Cosa ottieni — variabili per ogni tipo di connessione, ad esempio l’elenco completo connected_contacts, gli ID collegati (connected_contacts.contact_id), i titoli (connected_contacts.title) e lo stesso schema per opportunità, aziende, task, ecc. Sono variabili multi-valore: usale in un passo Esegui per ogni sugli ID, oppure in campi connessione di Modifica … / Crea … con modalità Aggiungi.
Aggiorna checklist
Modifica la checklist di una scheda (onboarding cliente, QA progetto, chiusura ticket) spuntando voci esistenti o aggiungendone di nuove, senza aprire la scheda.
Nel modale
Le righe con titolo vuoto vengono ignorate. Dopo l’esecuzione controlla la scheda o lo storico del passo per verificare che le voci siano state applicate.
Invia email
Manda un’email reale dal flusso. L’invio passa sempre da un account SMTP collegato in Mokapen — non da un indirizzo «generico» senza configurazione.
Nel modale
Il destinatario riceve la mail dal mittente SMTP scelto. Controlla spam e reputazione del dominio se le mail non arrivano; lo storico esecuzioni indica se il passo è completato o rifiutato.
Invia SMS
Invia un SMS breve tramite l’integrazione LinkMobility (gateway SMS di Mokapen).
Nel modale
Verifica crediti SMS e numero mittente in Integrazioni. Il test del flusso invia SMS reali.
WhatsApp — nel modulo Automazioni oggi sono disponibili solo Invia email e Invia SMS. WhatsApp (WABA) è utilizzabile nelle conversazioni del CRM e tramite le relative integrazioni, ma non compare come azione nel catalogo automazioni. Per messaggi WhatsApp automatici valuta integrazioni esterne o flussi manuali dalla inbox.
Queste azioni leggono dati fuori dalla singola scheda trigger o integrano elenchi da file e form. Richiedono integrazioni attive dove indicato (vedi Azioni collegate alle integrazioni).
Leggi form
Azione presente nel catalogo per conoscere la struttura dei campi di un form dell’organizzazione (stessi campi definiti nel costruttore form). In pratica, quando un visitatore compila un form, i valori inviati sono già disponibili come variabili se usi il trigger Modulo di contatto ricevuto (codice form + anteprima campi nel trigger). Usa Leggi form se in un flusso più complesso ti serve mappare i nomi tecnici dei campi form verso contatto, opportunità o task creati nei passi successivi. Il codice form è lo slug visibile nella configurazione pagina/form dell’organizzazione.
Leggi Google Sheet
Importa righe da un foglio Google accessibile via URL.
export?format=csv per CSV pubblico o condiviso).Leggi Excel online
Stessa interfaccia di Leggi Google Sheet, pensata per file Microsoft 365 (OneDrive, SharePoint, link diretto a .xlsx/.xls).
Leggi da URL
Lettura generica da indirizzo web: CSV, JSON, Excel online o API che restituiscono dati tabellari.
Per tutte e tre le azioni URL: salva l’azione solo dopo un caricamento riuscito in modifica, così le colonne restano memorizzate. Se cambi URL, ricarica e verifica l’anteprima prima di attivare il flusso.
Approfondimento sui tre passi che non creano schede ma orientano il flusso:
L'azione Condizione crea un bivio Sì / No. Aggiungi una o più regole con la stessa interfaccia descritta in Filtri e operatori: campo (o variabile), operatore, valore, collegamenti AND/OR. Esempi: «importo opportunità è maggiore di 10.000», «email contatto ha qualsiasi valore», «fase è passata da Proposta a Vinta» (operatore Cambiato da X a Y su trigger modifica). Evita troppi bivii annidati — nello storico diventa difficile capire quale percorso ha preso un caso.
L'azione Ritardo serve a mettere in pausa il flusso prima del passo successivo. Combinata con date da variabili, permette solleciti («tre giorni dopo la scadenza»); nei flussi pianificati distanzia semplicemente due azioni consecutive.
L'azione Esegui per ogni serve a elaborare in massa un elenco: colleghi l'output di Ottieni contatti, Ottieni task o righe da foglio esterno; dentro il ciclo ogni passo vede l'elemento corrente. Progetta e testa prima su pochi record, poi amplia.
Le variabili evitano di riscrivere dati già presenti nel CRM o nel flusso. Nell'editor le selezioni da menu o dal selettore con icona — non serve memorizzare sintassi particolare.
Sempre disponibili
Dal trigger — dipende dall'avvio scelto: campi del modulo inviato, valori della scheda che ha scatenato il flusso, informazioni sull'email in ingresso.
Dai passi precedenti — ogni azione completata espone risultati ai passi successivi: l'identificativo (ID …) della scheda creata, i campi del contatto letto, l'elenco results di Ottieni opportunità, le colonne di un foglio, la singola riga dentro Esegui per ogni. Nel selettore variabili i passi sono in ordine: scegli il passo giusto, poi il campo.
Tipi di variabile — accanto ai badge, l’icona «?» indica il tipo: testo semplice, data, numero, elenco multiplo, utente, ecc. Rispetta il tipo del campo destinazione: non mettere una variabile «elenco» in un campo ID Contatto (valore singolo) né un testo libero dove Mokapen si aspetta un ID numerico.
Suggerimento pratico: dopo aver collegato le variabili, lancia un test e apri lo storico del passo: verifica che compaiano i valori attesi prima di mettere l'automazione in Attivo.
Alcune azioni funzionano solo se l'integrazione corrispondente è attiva in Integrazioni e, per email/SMS, se il Proprietario dell'automazione ha collegato l'account giusto:
Se la connessione scade, il passo fallisce nello storico: riconnetti l'app da Integrazioni e ripeti il test. Per fogli e URL, mappa colonne e campi contatto o opportunità dentro «Esegui per ogni», come faresti in un allineamento guidato a mano.
Dall'editor, pulsante per il test automazione: avvia un'esecuzione di prova.
Attenzione: il test usa lo stesso meccanismo della produzione. Email, SMS, creazioni e modifiche dati vengono applicate davvero. Sperimenta su organizzazione o schede di prova quando il flusso è invasivo.
Comportamento:
Dopo l'accodamento apri lo storico esecuzioni e segui ogni passo. Correggi permessi, variabili mancanti o integrazioni scadute finché l'esecuzione risulta completata.
Ogni avvio — automatico, pianificato o di test — genera una voce nello storico, raggiungibile dalla scheda del flusso o dall'editor. Per ogni esecuzione vedi:
Sulla scheda compare anche Flussi avviati negli ultimi 28 giorni. Le esecuzioni più vecchie vengono eliminate automaticamente: se ti serve archivio oltre un mese, annota o esporta i casi critici altrove.
Se non basta lo storico, Duplica l'automazione, prova su dati non di produzione e usa il test finché non è pulita.
Esiste un percorso separato dal modulo Automazioni completo: nei piani che includono «Automazioni dai form», nel costruttore form puoi collegare azioni immediate — crea contatto, opportunità, task, ticket — senza aprire l'editor a flusso.
Va bene per landing e moduli lineari. Quando servono condizioni, ritardi, cicli su elenchi o lettura da Google Sheet, passa al modulo Automazioni con trigger «Modulo di contatto ricevuto» e costruisci lì il flusso completo.
Le automazioni, con Connessioni, Checklist e Integrazioni, fanno sì che Mokapen non registri solo ciò che succede, ma faciliti ciò che deve succedere — sempre con storico, permessi e test prima di affidarci del lavoro ripetitivo.
Cinque flussi tra i più richiesti, spiegati passo per passo: quale trigger li avvia, perché conviene automatizzarli, le azioni in sequenza e le variabili che li tengono insieme. Usali come schema di partenza: adatta campi, filtri e destinatari alla tua organizzazione.
Trigger — evento Modulo di contatto ricevuto, filtrato sul codice form del modulo «Richiesta informazioni» del sito.
Perché — un lead che compila il form va lavorato subito: senza automazione rischi di trascrivere i dati a mano, perdere tempo e far raffreddare il contatto. Qui il flusso apre le schede giuste e avvisa il commerciale entro pochi secondi.
Azioni
Variabili — campi del form (nome, email, telefono, messaggio) dal trigger; ID Contatto del passo 1 usato nell'opportunità e nel task; ID Opportunità del passo 2 collegato al task; email del commerciale (valore fisso o variabile utente) come destinatario.
Trigger — evento Opportunità modificata con condizione sul trigger: Campo modificato = Fase pipeline, operatore È uno di, valore Vinta. Così parte solo quando la fase diventa Vinta in quel salvataggio, non a ogni modifica.
Perché — la fase «Vinta» deve far scattare l'onboarding senza che nessuno se lo ricordi a mano. Evita clienti chiusi ma lasciati fermi per giorni.
Azioni
Variabili — dati dell'opportunità dal trigger (titolo, importo, contatto collegato); ID Task del passo 1 usato dalla checklist del passo 2; email del contatto per l'invio del passo 3. Nota: solo il nuovo valore della fase soddisfa la condizione, quindi il flusso non riparte se salvi di nuovo l'opportunità senza toccare la fase.
Trigger — evento Ticket creato con condizione sul trigger: priorità È uno di «Alta». Sui trigger «… creato» Mokapen verifica i valori con cui la scheda nasce, quindi parte solo per i ticket che nascono già ad alta priorità.
Perché — un ticket urgente non può aspettare la prossima occhiata alla coda: serve un avviso immediato e un compito tracciato per chi deve intervenire.
Azioni
Variabili — dati del ticket dal trigger (numero, oggetto, priorità, cliente) usati nel testo dell'SMS e nel titolo del task; telefono del referente (variabile utente o valore fisso); ID Ticket del trigger per collegare il task creato.
Trigger — pianificato, programmazione calendario: ogni lunedì alle 9:00, fuso orario dell'organizzazione.
Perché — un promemoria fisso a inizio settimana tiene il team allineato sulle scadenze imminenti, senza che nessuno debba filtrare i task a mano.
Azioni
Variabili — output del passo 1: results (l'elenco dei task) e total (quanti sono), inseriti nel corpo dell'email; data corrente dell'esecuzione per l'intestazione del messaggio. Se preferisci una riga per ogni task puoi inserire un Esegui per ogni su results prima dell'invio.
Trigger — pianificato, programmazione fissa: ogni notte (es. ripetizione giornaliera alle 2:00).
Perché — quando i dati clienti arrivano da un foglio esterno (import, gestionale, modulo di terze parti), una sincronizzazione notturna li porta nel CRM senza copia-incolla e senza doppioni gestiti a mano.
Azioni
Variabili — results e total dal passo Leggi Google Sheet; dentro Esegui per ogni ogni colonna (Nome, Email, Telefono, Azienda…) è una variabile della riga corrente, da collegare ai campi di Crea/Modifica contatto. Prova prima su poche righe e controlla lo storico riga per riga prima di attivare il flusso in produzione.
D: Serve un piano particolare per usare le automazioni?
A: Sì. Il modulo completo è incluso nel piano Premium Large. Senza il piano adeguato la voce Automazioni nel menu resta disabilitata. Esiste anche un percorso più semplice, le Automazioni dai form, disponibile nei piani che lo includono.
D: Chi può creare una nuova automazione?
A: Solo il Proprietario dell'organizzazione può avviare la creazione di un nuovo flusso. Gli altri utenti possono aprire, modificare o duplicare automazioni esistenti se ne sono Proprietario o Collaboratori, oppure se sono amministratori.
D: Perché la mia automazione non parte mai?
A: Controlla che lo stato sia Attivo e che il trigger sia configurato. Sui trigger «… modificato» ricorda che la condizione richiede che il campo indicato sia davvero cambiato in quel salvataggio e che il nuovo valore rispetti l'operatore: non basta che la scheda abbia già quel valore.
D: Che differenza c'è tra le condizioni sul trigger e il passo Condizione?
A: Le condizioni sul trigger sono un filtro d'ingresso: se non sono soddisfatte l'automazione non viene nemmeno accodata. Il passo Condizione è un bivio Sì/No dopo che il flusso è già partito, utile per ramificare (es. importo alto → email al direttore, altrimenti solo task).
D: L'automazione si è avviata troppe volte, come lo evito?
A: Quasi sempre è un trigger «… modificato» senza condizioni: parte a ogni salvataggio della scheda. Aggiungi una condizione stretta sul trigger (campo modificato + valore target) oppure sposta i controlli secondari nel passo Condizione dentro il flusso.
D: Un passo va in errore per permessi: cosa significa?
A: Mokapen esegue i passi con i permessi del Proprietario indicato sull'automazione. Se quella persona non può creare opportunità, inviare email a nome dell'organizzazione o modificare ticket, il passo corrispondente fallisce. Assegna come Proprietario un utente con i diritti necessari o fai adeguare il suo ruolo.
D: Perché la mia email o il mio SMS non partono?
A: L'invio passa sempre da un account collegato: un account SMTP per le email, l'integrazione LinkMobility per gli SMS, entrambi associati al Proprietario del flusso. Verifica che l'integrazione sia attiva e non scaduta, che ci siano crediti SMS sufficienti e controlla spam e reputazione del dominio. Lo storico indica se il passo è completato o rifiutato dal provider.
D: Posso testare un'automazione senza conseguenze reali?
A: Attenzione: il test usa lo stesso meccanismo della produzione, quindi email, SMS, creazioni e modifiche dati vengono applicate davvero. Se il flusso è invasivo, provalo su un'organizzazione o su schede di prova, poi apri lo storico esecuzioni e verifica ogni passo.
D: Una variabile risulta vuota nel passo, perché?
A: Di solito il passo precedente non ha prodotto il dato atteso, il campo ID … non punta a una scheda valida, oppure il flusso ha preso il ramo «no» di una condizione. Apri lo storico del passo appena prima di quello fallito e controlla cosa è entrato e cosa è uscito.
D: Per quanto tempo restano i log di esecuzione?
A: La scheda mostra i flussi avviati negli ultimi 28 giorni. Le esecuzioni più vecchie vengono eliminate automaticamente: se ti serve un archivio oltre il mese, annota o esporta altrove i casi critici.
Hai bisogno di aiuto?