I Modelli sono testi e layout riutilizzabili che prepari una volta e poi applichi ovunque in Mokapen: documenti, email, SMS, WhatsApp Business, preventivi e ordini. Invece di riscrivere ogni volta lo stesso messaggio o la stessa intestazione PDF, scegli un modello e Mokapen inserisce i dati del contatto, dell'azienda o del documento tramite le variabili.
Li trovi in Impostazioni organizzazione → Modelli. Ogni tipologia ha un editor e un flusso d'uso diversi: di seguito trovi un approfondimento per tipo, poi le regole comuni (variabili, default, gestione).
È un documento HTML in formato pagina (A4), con editor ricco (titoli, elenchi, tabelle, immagini, link) e margini impostabili. Puoi associare le variabili a un'entità della rubrica/vendite (es. contatto, opportunità) così, quando generi il documento da un record collegato, i campi si compilano da soli.
Cosa configuri
Dove lo usi — nell'app Documenti, in creazione scegli Da modello invece di partire da zero. Mokapen carica il contenuto e, se il documento è collegato a un'entità, sostituisce le variabili con i dati di quel record.
Esempi — lettera di presentazione, scheda cliente, verbale riunione, procedura operativa sempre uguale nella struttura.
È il corpo di un messaggio email (HTML) pensato per la composizione da Mokapen. Le variabili tipiche arrivano dal contatto (nome, email, azienda collegata, …), più dati organizzazione e utente corrente.
Cosa configuri
Dove lo usi — nella composizione email (Messaggi / invio da scheda): apri il selettore Seleziona il modello e il corpo si riempie. Poi puoi ancora modificare oggetto e testo prima di inviare (serve l'integrazione email/SMTP configurata).
Nota sulle automazioni — l'azione automazione Invia email usa il testo/HTML definito nell'azione stessa. I modelli Email della sezione Modelli sono pensati soprattutto per l'invio manuale; puoi comunque copiare il contenuto di un modello nell'azione.
Esempi — follow-up commerciale, richiesta appuntamento, risposta standard al ticket, email di benvenuto a un nuovo lead.
È un testo breve (senza layout PDF) per l'invio SMS. Le variabili tipiche sono del contatto. Non contiene l'alias mittente: quello si configura nell'integrazione SMS (alias approvato + credito wallet).
Cosa configuri
{Limiti di lunghezza — in alfabeto GSM un SMS vale circa 160 caratteri; con Unicode/emoji circa 70 per segmento. Se superi, il messaggio viene spezzato in più SMS (e costa di più). Le variabili, una volta sostituite, possono allungare il testo: controlla sempre la stima caratteri in composizione.
Dove lo usi
Guida canale: SMS.
Esempi — promemoria appuntamento, “ordine pronto al ritiro”, OTP/codice interno (se consentito dalle policy), avviso di ritardo.
I modelli WhatsApp sono i più particolari: non sono solo “testo salvato in Mokapen”. Sono modelli di messaggio (HSM) approvati da Meta. Senza un modello approvato non puoi avviare (o riaprire) una conversazione fuori dalla finestra di 24 ore di assistenza clienti.
Due modi per averli in Mokapen
Nome e lingua — il nome Meta ammette solo minuscole, numeri e underscore (es. order_shipped_it), senza spazi. La lingua deve corrispondere al testo; per ogni lingua serve un modello separato.
Categorie (scegline una coerente col contenuto, altrimenti Meta può rifiutare):
Struttura del messaggio
{{1}}, {{2}}… in sequenza senza salti.Variabili: Meta ↔ Mokapen — su Meta i placeholder sono {{1}}, {{2}}. In Mokapen, sul modello WABA, mappi ogni numero su una variabile CRM (es. {{1}} → nome contatto). Se la mappatura manca, all'invio il modello può risultare non selezionabile finché non imposti le variabili.
Approvazione — Meta esamina il modello (spesso in minuti, a volte fino a ~24 ore). Stati tipici: in revisione, approvato, rifiutato (con motivo). Solo gli approvati si usano per l'invio. Contenuti fuorvianti, spam, categoria sbagliata o variabili mal formate sono cause comuni di rifiuto.
Dove lo usi — scheda contatto → Invia WhatsApp → scegli il modello approvato (e i valori dei placeholder). Serve integrazione WhatsApp Business collegata e credito/wallet dove previsto. Non esiste (oggi) un'azione automazione “Invia WhatsApp”.
Guida completa del canale: WhatsApp Business.
Esempi — “ordine spedito”, “appuntamento confermato”, codice OTP, campagna promozionale con opt-in.
Il modello Preventivo non è un semplice testo: è il layout del documento commerciale PDF (e anteprima) che usi sulle schede preventivo. Definisce come si presentano intestazione, dati cliente, tabella articoli, condizioni e firma — in modo che tutto il team emetta offerte con la stessa grafica aziendale.
Layout di sistema vs modello personalizzato
Cosa configuri nell'editor Preventivo
Le variabili del preventivo tipicamente espongono campi del preventivo stesso, organizzazione, utente e dati collegati (cliente, ecc.), oltre a quanto serve in anteprima per le righe articoli.
Dove lo usi
Guida modulo: Preventivi.
Esempi — offerta standard B2B con tabella prezzi e condizioni 30 giorni; preventivo “light” senza firma; preventivo con firma per accettazione online.
Il modello Ordine funziona come quello Preventivo: è il layout PDF/documento dell'ordine, non il testo di un messaggio. L'editor ha le stesse logiche (intestazione/piè, blocchi sinistro/destro, tabella articoli con colonne e tema, condizioni economiche, firma, margini e ordine sezioni).
Layout di sistema — anche per gli ordini trovi varianti tipo Articoli-testo, Testo-articoli, Articoli-testo-firma, Testo-articoli-firma, più i tuoi modelli personalizzati creati in Modelli → Ordine.
Differenza pratica rispetto al preventivo — stessi strumenti di composizione, ma legati all'entità Ordine (codice ordine, date, articoli confermati, condizioni post-accettazione). Spesso il modello ordine riprende lo stile del preventivo aziendale, con testi aggiornati (es. “conferma d'ordine” al posto di “offerta”).
Dove lo usi
Guida modulo: Ordini.
Esempi — conferma d'ordine con tabella articoli e IBAN; documento di evasione con firma responsabile; layout semplificato per ordini interni.
{$entità.campo} (es. {$contact.name}, {$org.title}, {$current_date}). Le inserisci con Variabile o digitando { (SMS).{{1}}, {{2}}…; in Mokapen mappi ogni numero su una variabile CRM prima dell'invio.
Il flag Predefinito indica il modello di default per quella tipologia (es. PDF preventivo standard del team). Ne resta attivo uno solo per tipo: attivandone un altro, il precedente default viene disattivato.
D: Dove creo i modelli?
A: Impostazioni organizzazione → Modelli. Da lì gestisci tutte le tipologie.
D: Perché Preventivo e Ordine sono più complessi di Email o SMS?
A: Perché non sono solo un testo: definiscono il layout PDF (blocchi, tabella articoli, condizioni, firma, margini). Si usano dalla Grafica della scheda, non da un invio messaggio.
D: Che differenza c'è tra un modello SMS e un modello WhatsApp?
A: L'SMS è testo locale Mokapen con variabili {$…}. WhatsApp usa modelli approvati da Meta ({{1}}, {{2}}…), con categorie, limiti e revisione; vanno mappati e approvati prima dell'invio.
D: Perché all'invio WhatsApp il modello è disabilitato?
A: Di solito mancano la mappatura dei placeholder o l'approvazione Meta. Completa le variabili sul modello o sincronizza da Integrazioni.
D: Nelle automazioni SMS le variabili del contatto si sostituiscono da sole?
A: No come nell'invio dalla scheda. In automazione il modello viene incollato; usa le variabili dell'automazione o adatta il testo.
D: Posso usare un modello Email nelle automazioni?
A: L'azione Invia email lavora sul testo dell'azione. I modelli Email servono soprattutto alla composizione manuale (puoi copiarne il contenuto nell'azione).
D: A cosa serve il flag Predefinito?
A: Indica il default per quella tipologia. Ne resta attivo uno solo per tipo.
D: Se elimino un modello Preventivo, i vecchi PDF spariscono?
A: No. Restano i documenti già generati; elimini solo il modello per le scelte future di Grafica.
D: Dove approfondisco i canali e i moduli?
A: Guide Preventivi, Ordini, SMS, WhatsApp Business.
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