La sezione Importa / Esporta ti permette di portare i tuoi dati dentro Mokapen partendo da un file Excel o CSV (importazione) e di scaricare i dati dell'organizzazione in un file Excel (esportazione). È la strada più rapida per popolare il CRM quando parti da rubriche, listini o anagrafiche già esistenti, oppure per fare backup e analisi fuori piattaforma.
La trovi dal menu dell'organizzazione → Importa/Esporta. L'importazione guidata è a passi (scegli cosa importare, carichi il file, associ le colonne, avvii) e lavora in background: puoi seguire l'avanzamento e consultare lo storico delle importazioni fatte.
Due funzioni distinte, spesso usate insieme:
L'importazione è un percorso guidato in quattro schermate: (1) scegli il tipo di scheda, (2) carichi il file, (3) associ le colonne del file ai campi del CRM impostando privacy e duplicati, (4) segui avanzamento e risultato. Non esiste una schermata di "anteprima e conferma" separata: l'anteprima dei valori la vedi già nella schermata di associazione colonne.
Le due funzioni hanno permessi diversi:
Due funzioni dipendono dal piano:
L'esportazione rispetta sempre i permessi e la privacy: ognuno esporta solo i record a cui ha accesso in base al proprio ruolo e alle regole di visibilità dell'organizzazione.
L'importazione si svolge in quattro passi:
Poiché il lavoro avviene in coda, per file con molte righe l'operazione può richiedere qualche minuto: lascia aperta la pagina o ricontrolla lo Storico importazioni.
La qualità dell'importazione dipende quasi tutta dalla qualità del file. Excel è comodo ma sa essere insidioso: date che diventano numeri, zeri iniziali che spariscono, celle unite, formule che si portano dietro errori. Prima di caricare, sistema il file così:
Sul CSV una nota in più: è un semplice testo con valori separati. Mokapen legge in UTF-8 e rileva automaticamente il separatore; se apri e risalvi un CSV con Excel in italiano, spesso il separatore diventa il punto e virgola — di norma va bene, ma se vedi tutto in una sola colonna dopo il caricamento, il problema è quasi sempre lì: risalva scegliendo esplicitamente «CSV UTF-8» o usa direttamente un file .xlsx.
È il cuore dell'importazione. Per ogni colonna del tuo file, Mokapen mostra il nome dell'intestazione e fino a sei valori di esempio presi dalle prime righe, così capisci al volo cosa contiene. Accanto scegli dal menu «Appartiene a» il campo del CRM corrispondente:
Devi associare almeno i campi obbligatori, altrimenti il pulsante di importazione resta bloccato:
Alcuni campi risolvono automaticamente le relazioni per nome: nell'import Contatti la colonna associata ad Azienda collega (o crea, se non esiste) l'azienda con quel nome; nell'import Task la colonna Progetto collega o crea il progetto con quel titolo. Il confronto non tiene conto di maiuscole/minuscole.
Campi personalizzati — se hai un piano Premium, nel menu compaiono anche i tuoi campi personalizzati (numeri, testi, date, liste). Date e valute vengono interpretate e normalizzate; per i campi utente/team il valore viene ricondotto all'utente o al team corretto.
Alcuni campi accettano più valori nella stessa cella o cercano un collegamento: quando li associ, sotto la colonna compare un avviso giallo con il formato atteso. Il separatore per i valori multipli è sempre il punto e virgola (;).
Leggi sempre l'avviso giallo: rispettare quel formato è ciò che fa la differenza tra un'importazione pulita e una piena di valori mancanti.
Per Contatti, Aziende, Prodotti e Servizi puoi decidere cosa fare quando una riga corrisponde a una scheda già presente. L'opzione «Gestisci duplicati» è attiva di default. La chiave con cui Mokapen riconosce un duplicato cambia per tipo:
Trovato un duplicato, puoi scegliere tre comportamenti:
Task e Progetti non hanno gestione duplicati: ogni riga crea sempre una nuova scheda. Se re-importi lo stesso file, ottieni dei doppioni: valuta bene prima di ripetere l'operazione.
Qualche accortezza rende l'import affidabile e ti evita pulizie noiose dopo:
Durante l'import la schermata dei risultati mostra i contatori in tempo reale: Elaborati (righe lette), Importati (nuove schede), Aggiornati (duplicati aggiornati), Saltati (duplicati non toccati) ed Errori.
La pagina Storico importazioni elenca tutte le importazioni fatte con i relativi totali. Tieni presente due cose: lo storico riporta i totali aggregati, non l'elenco riga per riga; e le righe senza i campi identità minimi (es. un contatto senza nome, cognome né email) vengono ignorate silenziosamente, quindi potrebbero non comparire tra gli «Errori». Se i numeri non tornano, la causa più comune è proprio quella.
L'esportazione produce sempre un file Excel (.xlsx) e, come detto, è riservata al Proprietario. Puoi lanciarla da due punti:
Alcuni dettagli utili:
Un file esportato è anche un ottimo modello: esporta poche schede di un tipo, guarda le intestazioni e i formati usati, e riusa quella struttura per costruire il file di import.
D: Quali file posso importare?
A: File Excel (.xlsx, .xls) e CSV, fino a 4 MB. La prima riga deve contenere le intestazioni delle colonne.
D: Cosa posso importare ed esportare?
A: In import: Progetti, Task, Contatti, Aziende, Prodotti e Servizi. In export anche Opportunità, Preventivi, Ordini, Ticket, Appuntamenti e Prenotazioni. Opportunità, preventivi, ordini e ticket si possono quindi esportare ma non importare.
D: Chi può importare ed esportare?
A: L'importazione è aperta ai membri dell'organizzazione; l'esportazione è riservata al Proprietario.
D: Come evito di creare doppioni?
A: Tieni attiva la gestione duplicati e assicurati che la chiave sia valorizzata e coerente: email per i contatti, nome per le aziende, codice per prodotti e servizi. Ricorda che Task e Progetti non hanno controllo duplicati: ogni riga crea sempre una nuova scheda.
D: Che differenza c'è tra «Salta», «Inserisci se vuoto» e «Sostituisci»?
A: Salta non tocca il duplicato; Inserisci se vuoto compila solo i campi attualmente vuoti; Sostituisci aggiorna tutti i campi mappati. Le ultime due richiedono un piano Premium.
D: Come inserisco più valori in una sola cella (etichette, stakeholder…)?
A: Separando i valori con il punto e virgola (;). Per gli stakeholder usa l'email dell'utente o il codice team «t{id}»; etichette, gruppi e fornitori mancanti vengono creati automaticamente.
D: Perché sono state importate meno righe di quelle nel file?
A: Le righe prive dei campi identità minimi (per i contatti: nome, cognome o email; per le aziende: il nome) vengono ignorate senza finire tra gli «Errori». Controlla che ogni riga abbia almeno il campo obbligatorio.
D: Excel mi rovina date, zeri iniziali e numeri lunghi. Come faccio?
A: Formatta come Testo le colonne critiche (CAP, codici, partite IVA, telefoni), usa un unico formato data per colonna e, se hai colonne calcolate, incolla come valori prima di salvare. Salva in UTF-8 per non perdere gli accenti.
D: Posso importare i miei campi personalizzati?
A: Sì, con un piano Premium: nel passo di associazione compaiono anche i campi personalizzati e i valori vengono convertiti secondo il loro tipo (date, valute, liste, utenti/team).
D: In che formato ottengo l'esportazione?
A: Sempre in Excel (.xlsx). Preventivi e Ordini escono su due fogli (testate + righe articolo). Un file esportato è anche un ottimo modello per preparare un futuro import.
D: L'importazione è immediata?
A: Lavora in background: per pochi record è questione di secondi, per file grandi può volerci qualche minuto. Segui i contatori nella schermata dei risultati o ricontrolla lo Storico importazioni.
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