3CX collega il centralino a Mokapen per il popup del contatto, il giornale delle chiamate e, se lo configuri, il click-to-call. Mokapen non diventa il centralino: genera una API key e un template XML che carichi nell'admin 3CX. Da lì 3CX chiede a Mokapen chi è il numero, e Mokapen può scrivere la nota di chiamata su contatto o azienda.
Panoramica: Integrazioni.
Menu utente → Integrazioni → 3CX. Mokapen mostra la API key da usare nel template CRM: come username della Basic auth, oppure nell'header X-Api-Key. Scarica il template XML. La chiave è già inserita come valore di default. Caricalo in 3CX Admin → Integrations → CRM.
In pagina trovi anche l'URL base delle API CRM: è l'indirizzo che il template chiama. Se 3CX è dietro una rete che non raggiunge Mokapen, il popup non si apre anche con il template caricato.
Puoi rigenerare la chiave al salvataggio. La precedente smette di valere: va ricaricato il template, oppure aggiornata la chiave già incollata in 3CX. Lasciare la chiave vecchia nel centralino produce errori di autenticazione, non un secondo collegamento.
Due interruttori decidono il comportamento verso la rubrica:
Il click-to-call è separato. Servono host 3CX (FQDN) e chiave WebAPI / Call Control. Senza chiave, Mokapen dice che la chiave Call Control non è configurata. Senza host, dice che il FQDN manca. Senza mapping, la chiamata non sa quale interno far squillare.
Il mapping è una riga per persona, nella forma interno=user_id (esempio 102=15). Serve sia per attribuire la nota di chiamata all'utente giusto, sia per il click-to-call. Se il tuo utente non ha una riga, Mokapen dice che non c'è un interno mappato. Il clic normale chiama con 3CX; Maiusc, Ctrl o Alt insieme al clic apre il dialer del dispositivo.
Se 3CX rifiuta la richiesta, controlla nell'ordine FQDN, chiave Call Control e interno. Il messaggio in pagina è che 3CX non ha accettato la chiamata.
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